Credo di aver mangiato un verme, disse il bambino. Era nell’insalata. Pazienza fece il padre. Di vermi ce ne sono tanti, uno più o uno meno non fa differenza. Però non dirlo a tua madre. In quel momento lei sbucò dalla cucina. Credo di aver mangiato un verme, disse il bambino. Aahh, gridò lei. Lo prese, lo spogliò, gli ficcò la canna dell’acqua nel culo e aprì il rubinetto al massimo finché lui non vomitò tutto. Poi lo risistemò a tavola, stremato. Ti sta bene, gli disse il padre.
—Il verme, in “L’accalappiacani”, n. 1, p. 80. (via mastrangelina) (via placidiappunti)