Il veloce lamento di Zuck

Un palliativo, mentre la cura principale va avanti.

Rapa Nui

rectoverso:

Tra il 1600 e il 1700 d.C., in alternativa al legno divenuto sempre più scarso, gli abitanti iniziano a utilizzare anche erbe e cespugli come combustibile. Le condizioni di vita sull’isola divennero pertanto proibitive per la poca popolazione rimasta, in gran parte decimata dagli scontri interni e dai flussi emigratori.

Nella malaugurata ipotesi che i nostri pronipoti dovessero iscriversi a scienze della comunicazione, credo che nei loro manuali studieranno la parabola di Twitter come uno dei punti più oscuri e minacciosi nella storia della civiltà del web.

Una comunità si aggrega intorno a un patto: socializzare, ammantandoli della dignità di notizie, i grigi frammenti della propria esistenza. Si tratta di un patto basato sul narcisismo sadomasochista: io mi ti infliggo, tu ti m’infliggi, però forse ad entrambi ci sembrerà che la nostra vita sia intensa e/o interessante.

All’inizio funziona: trasformare la banalità in combustibile comunicativo sembra, da un punto di vista della termodinamica social, l’uovo di colombo. In realtà, a bruciare sono solo i coglioni dei membri della comunità, dal momento che la banalità, com’è noto, è materiale perfettamente ignifugo. E così, sull’isola di Twitter, s’abbattono e si bruciano intere foreste di attenzione e di hype, s’ergono immense pire, e si gettano alle fiamme tonnellate di “entra in macchina”, “fa la doccia”, “beve il caffè”.

Ma poi le fiamme s’esauriscono: e tra le ceneri dell’attenzione, riemergono intatte le suddette tonnellate d’informazioni insignificanti e moleste. La ratio del patto non sussiste più, ma i membri della comunità continuano per inerzia a infliggersi updates su updates. Solo che non rimane più nulla da bruciare. Le pire scoppiettanti ormai sono solo dickensiani monticelli di fredda spazzatura. S’accumulano odio e tensione. I tempi per il collasso sono maturi.

E così, fu sufficiente che un tizio passasse di lì buttando qualche spicciolo in mezzo al gruppo per trasformare quella che fino a un attimo fa era una comunità di trendy lifestreamers always connected tutti amici yeahyeah in un’arida no man’s land postatomica battuta solo da incessanti e spietati spambot zombies impegnati a divorarsi l’un l’altro.

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